Cannabis Legale, facciamo il punto della situazione in Europa 

In seguito alla recente svolta storica della Germania, che ha legalizzato il consumo – anche ricreativo – della marijuana, il processo di legalizzazione nel vecchio continente non sembra arrestarsi. Anzi, continua a mutare, con diversi paesi nel mondo già pronti a depenalizzare la canapa dal proprio tessuto legislativo. 

Ma sorge spontaneo chiedersi, a fronte delle continue novità e dei dibattiti in merito, quale sia la situazione attuale in Europa e in quali paesi del nostro continente sia possibile mantenere le proprie abitudini senza il rischio di incappare in eventuali problemi penali.

Difatti, se alcuni paesi hanno già abbracciato delle politiche più liberali (come la già citata Germania, che ha il merito, come vedremo nei paragrafi seguenti, di aver concesso la soglia più alta di consumo e coltivazione della cannabis), altri, invece, non abbracciano esattamente la stessa scuola di pensiero. 

Ne è esempio l’Ungheria, nel cui stato non vige ancora una distinzione tra droga e cannabis. 

Nonostante, infatti, la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) abbia dichiarato inconsistente un tale accostamento già anni fa, molti paesi sono ancora restii ad aprire anche solo uno spiraglio di riflessione circa l’attendibilità terapeutica della canapa. 

In questo articolo faremo un sunto della prospettiva odierna in Europa circa la legalizzazione della canapa. 

In quali paesi europei la cannabis è legale?

Malta

Malta è tra i primi paesi, insieme al Lussemburgo, ad aver legalizzato la cannabis anche a scopo ricreativo nel 2023. Dalla cannabis medica, con livelli di THC che possono raggiungere il 22%, a quello per uso personale, Malta ha spianato la via al consumo legale della sostanza (fino a 7 grammi), sostenendone commercializzazione e coltivazione domestica (con un limite di quattro piante per proprietà). 

Sull’isola sono sorti anche Cannabis Clubs senza scopo di lucro, che possono vendere fino a 50 grammi al mese e semi fino a venti unità. Consumare erba in pubblico o in presenza di minori rimane illegale, con una multa di 250 euro.

Germania

In Germania, da aprile 2024, è consentito coltivare fino a tre piante di cannabis per uso personale. Anche la vendita nei club autorizzati è legale, così come la cannabis terapeutica. Il possesso in casa arriva fino a 50 grammi e fino a 25 grammi per uso personale. 

La vendita di prodotti a base di marijuana sarà gestita da farmacie autorizzate in alcune zone del paese, monitorate per scopi scientifici. L’acquisto è vietato ai minori e chi ha tra i 18 e i 21 anni può acquistare fino a 30 grammi con un THC fino al 10%.

Lussemburgo 

Il Lussemburgo è stato il primo Paese europeo ad aver legalizzato la cannabis per uso ricreativo nel 2021. 

Infatti, secondo la normativa vigente, gli adulti possono coltivare fino a quattro piante di cannabis in casa, con semi acquistati online o in negozi fisici.

Il trasporto e il consumo fino a 3 grammi di cannabis sono ora legali anche in pubblico. La qualità del prodotto è garantita da un sistema di produzione e distribuzione gestiti dallo Stato, promuovendo la sicurezza della salute e riducendo l’illegalità. Tuttavia, ricorda che l’uso in pubblico rimane illegale, con le sole eccezioni del consumo privato in Lussemburgo e Malta.

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi la vendita di cannabis nei coffee shop è tollerata, ma illegale. Il possesso e il consumo in luoghi pubblici sono vietati.

Nonostante l’immagine di liberalità, il Paese si trova in una zona grigia. Sono in corso sperimentazioni per regolarizzare la filiera, con l’obiettivo di legalizzare la coltivazione e garantire un prodotto sicuro.

Al momento, la tolleranza prevede un limite di 5 grammi di cannabis. I coffee shop, pur illegali, sono i punti vendita autorizzati. Il governo punta a regolarizzare la produzione per motivi di salute e sicurezza.

Spagna

La Spagna ha un approccio unico alla cannabis rispetto all’Europa, in quanto dal punto di vista legale, non vi è alcuna differenza tra uso ricreativo e terapeutico. Sebbene la coltivazione personale e il consumo in casa siano legali solo per un massimo di 3 piante, sono tuttavia vigenti alcune restrizioni. Fuori dalle mura domestiche, infatti, sono i social club ad offrire l’unica alternativa di consumo. Questi club senza scopo di lucro, a cui si accede tramite iscrizione annuale, consentono l’acquisto e il consumo di cannabis controllata all’interno dei loro spazi.

Difatti, il consumo all’aperto resta illegale, così come il possesso di cannabis al di fuori delle mura domestiche o dei social club. 

Portogallo

In Portogallo, dal 2001, il consumo personale di cannabis è stato depenalizzato, con certe limitazioni circa la quantità, l’acquisto e la vendita (che rimangono illegali). Anche la coltivazione è soggetta a restrizioni: permessa solo per scopi medici o scientifici con apposita licenza. Unica eccezione è la cannabis terapeutica, legale dal 2018 e acquistabile in farmacia con ricetta medica.

Francia

In Francia, nel 2013, è stata legalizzata la cannabis per uso medicinale con prescrizione medica. Solo dall’anno scorso si è assistito a una legalizzazione anche del cbd. 

La Francia era tra i Paesi con l’approccio più severo nei confronti dei consumatori di cannabis, per il quale si rischiavano pene severe, come il carcere. Ad oggi, la situazione è leggermente mutata. Il CBD può contenere, secondo la legge francese, livelli di THC pari o inferiori allo 0,3%. Inoltre, la sua pubblicizzazione resta illegale, così come la coltivazione. 

Regno Unito

Nel Regno Unito è consentito il consumo di cannabis esclusivamente per uso medico-terapeutico. Vendere, coltivare o consumare cannabis per uso ricreativo è illegale e può comportare sanzioni. Una situazione simile si riscontra in Irlanda, dove la cannabis è illegale per uso ricreativo e l’accesso a quella medica è ancora più limitato. Questo approccio cautelare del Regno Unito cozza con la situazione attuale del resto dell’Europa, che si mostra invece più liberare.

Cannabis, la situazione in Italia

In Italia, il dibattito sulla cannabis continua a essere un tema controverso. Solo qualche mese fa si era fatta largo la prospettiva di reintrodurre il CBD nella classifica delle sostanze stupefacenti. 

Nonostante un referendum e continue prostese ed iniziative volte ad progressivo ampliamento del settore di consumo, la situazione in Italia continua a muoversi lentamente. 

Difatti ad essere consentito è solo il consumo terapeutico del CBD, con un contenuto di THC inferiore allo 0,2%, quanto all’uso ricreativo si rischia solo una multa.  

Per il resto, i prodotti a base di CBD continuano ad essere apprezzati per i loro benefici terapeutici, tra cui azioni antidolorifiche, antinfiammatorie e ansiolitiche, senza gli effetti psicotropi associati al THC.

Elenco dei paesi in Europa dove la cannabis rimane totalmente illegale:

– Albania

– Andorra

– Bielorussia

– Bosnia ed Erzegovina

– Bulgaria (con alcune eccezioni per prodotti a base di canapa industriale e CBD)

– Estonia

– Finlandia (con restrizioni sull’uso medico)

– Grecia (in fase di sviluppo per uso terapeutico)

– Ungheria

– Islanda (consentito solo l’uso di CBD importato)

– Irlanda (uso medico dal 2019)

– Kosovo

– Lettonia

– Liechtenstein

– Moldavia

– Principato di Monaco

– Montenegro

– Macedonia del Nord (uso limitato di cannabis light)

– Norvegia (depenalizzato l’uso di droghe)

– Romania (uso medico con bassa concentrazione di THC)

– Russia

– Serbia

– Slovacchia (legalizzazione del Sativex per sclerosi multipla)

– Slovenia (uso medico estremamente limitato)

– Svezia (accesso terapeutico limitato)

– Città del Vaticano

 

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