Errori da non fare quando si coltiva la canapa

Errori da non fare quando si coltiva la canapa

Dal momento della sua introduzione per legge, avvenuta con il provvedimento n. 242 del 2016, la cannabis light ha scatenato fin da subito pareri contrastanti tra i conservatori. Diversa, ovviamente, la reazione dei progressisti, i quali non hanno potuto che esultare per un ulteriore passo in avanti effettuato dal punto di vista della legalizzazione e liberalizzazione della cannabis vera e propria. La legge citata, in particolare, fa riferimento alla possibilità di produrre, commercializzare e utilizzare la cannabis light per scopi personali, permettendo quindi di coltivare la varietà leggera della canapa in totale libertà. Come qualsiasi altra pianta, anche la canapa light ha necessità di essere coltivata prendendo alcuni accorgimenti essenziali per assicurarsi un buon raccolto. A tal proposito, vediamo quali sono gli errori da non commettere quando si coltiva la cannabis light.

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La scelta delle infiorescenze

Il primo errore da non commettere quando si tratta di coltivare autonomamente la cannabis light riguarda una scelta errata delle infiorescenze. Partendo dal presupposto che non vi sono particolari indicazioni da seguire a proposito della scelta delle varietà, le quali possono garantire sempre buoni raccolti indipendentemente dalla tipologia di pianta coltivata, bisogna specificare che sarà la scelta delle infiorescenze a determinare la qualità effettiva del raccolto. Le infiorescenze più povere e meno ricche di fibre andranno scartate a priori, optando invece per quelle più interessanti dal punto di vista del colore, dell’odore e della compattezza.

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L’importanza del terreno

Un fattore da non trascurare mai prima di partire con la coltivazione autonoma di cannabis light è l’importanza del terreno. Tentare di coltivare la canapa su terreni poco adatti comporterà risultati poco soddisfacenti dal punto di vista qualitativo. La pianta, infatti, necessita di terreni freschi e in grado di drenare al meglio l’acqua, senza tralasciare l’importanza della presenza di materia organica all’interno degli stessi. L’humus è fondamentale per garantire un’ottima crescita delle piante di cannabis light e procedere con la coltivazione senza un terreno particolarmente fertile si rivelerà un errore di non poco conto ai fini della buona qualità del raccolto.

Profondità del terreno, irrigazione e raccolta

Le operazioni di preparazione e irrigazione del terreno detengono un’importanza assoluta ai fini della raccolta di fiori e cime di qualità. Nello specifico, la profondità del terreno non dovrà essere minore di 20 centimetri onde evitare di causare problemi dal punto di vista dello sviluppo delle radici della pianta. Per quanto riguarda l’irrigazione, è assolutamente sbagliato “annegare” con la pianta con una quantità eccessiva di acqua: terreni eccessivamente umidi e saturi di liquido produrranno piante dalle piante ingiallite a causa del sovraccarico idrico. L’ideale sarebbe irrigare non appena il terreno risulti leggermente secco, con il dito che, facendo pressione sulla terra, incontri una resistenza meccanica maggiore rispetto a quella che incontrerebbe su di un terreno umido. Infine, per quanto riguarda la raccolta è bene ricordare che le infiorescenze andranno rimosse dalle piante non prima che si sia formata una buona quantità di resina sul fiore, verificando che i pistilli appaiano scuri e raggrinziti.


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