Perché il CBD fa bene?

Perché il CBD fa bene?

La cannabis è composta da oltre 600 sostanze e tra queste ci sono una grande quantità di principi attivi: i terpeni, gli idrocarburi, i flavonoidi, gli acidi grassi, gli alcoli, gli aldeidi e altri ancora, oltre ai circa 120 cannabinoidi che sono stati identificati fino ad oggi.
La distribuzione dei principi attivi può variare nei diversi ceppi di cannabis, in genere solo tre o quattro cannabinoidi si trovano in una pianta in concentrazioni superiori allo 0.1%.

Che cos’è il CBD?
Il CBD è l’acronimo di cannabidiolo, un cannabinoide con un alto potenziale terapeutico (per malattie e sintomi) e sul quale si stanno concentrando tantissimi recenti studi scientifici e medici.
I 3 grandi campi d’azione in ambito medico del CBD come prodotto terapeutico sono: anti convulsivante, trattamento del cancro e trattamento delle psicosi.
In realtà ogni giorno aumenta il numero di possibili utilizzi del CBD: basti pensare a
distonia, diabete, malattie infiammatorie, morbo di Parkinson e malattie della pelle.

CBD per ridurre il dolore: come agisce?
È bene specificare che il CBD è un cannabinoide non psicoattivo, in grado di generare effetti sedativi e di ridurre il dolore grazie alla sua azione sul sistema endocannabinoide presente nell’organismo umano.
I cannabinoidi riescono a legarsi ai nostri recettori, stimolando risposte in diverse zone del corpo e favorendo diversi meccanismi neurologici benefici.
Alcune prove di laboratorio hanno confermato come il CBD agisca sul recettore CB1, generando effetti analgesici.

CBD e ansia
Come agisce il CBD nella riduzione dell’ansia e dello stress?
Nello specifico agisce fondamentalmente su due forme d’ansia specifica: il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC).
Come fa un cannabinoide ad interferire con la nostra ansia?
È tutto spiegato dal DPTS: secondo alcuni studi, infatti, sarebbe generato da una carenza di anandamide nel sistema endocannabinoide umano.
Esiste quindi uno stretto rapporto tra cannabinoidi e i sintomi dell’ansia.
I pazienti di DOC possono, invece, alleviare le proprie compulsioni mentali grazie all’assunzione di varietà di Cannabis ad alto contenuto di CBD e basso di THC.

CBD e CBDV come anticonvulsivanti

I primi studi sugli effetti anticovulsivi della cannabis sono stati effettuati sul THC, scoprendo solo dopo che anche altre cannabinoidi non psicoattivi hanno le stesse capacità. Questi sono CBD e CBDV (cannabinoide non psicoattivo trovato nella pianta di Cannabis, omologo del cannabidiolo).
Diversi studi in Italia, ma anche all’Estero, hanno dimostrato come CBD e CBDV abbiano diversi ruoli nella riduzione e nella modulazione delle onde epilettiformi tipiche delle convulsioni.


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